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Gli accordi di cooperazione e l’Iva

Gli accordi di cooperazione e l’Iva

Il rimborso, da parte di un Comune, degli oneri sostenuti da un consorzio costituto tra enti locali, in forza di un accordo di cooperazione che prevede l’attuazione di un intervento infrastrutturale nell’ambito dell’esercizio di funzioni pubbliche, non costituisce la remunerazione di un servizio reso, e quindi il prezzo di un contratto a prestazioni corrispettive, ma un mero trasferimento a fondo perduto di risorse destinate all’esecuzione dell’opera, come tale escluso dall’applicazione dell’Iva per carenza del presupposto oggettivo del tributo. Con questa conclusione, contenuta nella risposta n. 167/2026, l’Agenzia delle entrate è tornata sul delicato argomento della qualificazione delle somme che vengono erogate a titolo di finanziamento di opere pubbliche – nel caso di specie si tratta di un impianto sportivo – nell’ambito di rapporti giuridici regolati da norme di diritto pubblico, di cui è spesso complesso interpretare le conseguenze in ambito fiscale.

L’Iva sulle provvigioni dei “gratta e sosta”

L’Iva sulle provvigioni dei “gratta e sosta”

La gestione delle provvigioni spettanti ai soggetti che intermediano la cessione dei biglietti della sosta solleva non pochi dubbi a causa di una difficile lettura del combinato disposto dall’ultima parte della lettera e) dell’articolo 74 del D.P.R. 633/72, che rappresenta la norma di rango primario, ed il quarto comma dell’articolo 2 del decreto 30 luglio 2009, il quale, a propria volta, costituisce il regolamento di attuazione del regime monofase previsto dal legislatore.

Il subappalto e lo split payment

Il subappalto e lo split payment

Il pagamento effettuato da un organo della pubblica amministrazione, nella veste di stazione committente l’esecuzione di un lavoro o di un’opera, direttamente a mani del subappaltatore o dei titolari di sub-contratti non costituenti subappalto – eventualità che può verificarsi nei tre casi previsti dall’articolo 119 del D. Lgs. 36/2023 (il cosiddetto “nuovo codice degli appalti”) – non si pone in contrasto con le norme del D.P.R. 633/72, ma deve essere comunque conciliato con le regole di funzionamento dello split payment stabilite dall’articolo 17-ter.

L’Iva nella “datio in solutum”

L’Iva nella “datio in solutum”

Le recenti modifiche operate alla lettera d) del secondo comma dell’articolo 11 del D.P.R. 633/72 non riguardano solo l’istituto della permuta, benché più diffuso, ma anche un’altra fattispecie, vale a dire la cosiddetta “dazione in pagamento”, la quale, da un lato, non pone problemi rispetto alle eventuali somme versate a titolo di conguaglio, ma, dall’altro, deve essere valutata tenendo presente anche quanto stabilito della CGUE nella sentenza nella causa C-36/16.

GSE e Comuni il “disaccordo” tra prassi e Corte UE

GSE e Comuni: il “disaccordo” tra prassi e Corte UE

La cessione al GSE di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici comunali deve essere gestita in base all’integrazione o meno del presupposto soggettivo in capo all’ente, con risultati potenzialmente differenti a seconda che si valutino le circostanze di fatto adottando i criteri distintivi definiti dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate, piuttosto che le indicazioni fornite dalla Corte di Giustizia attraverso la sentenza C-219/12, aderendo alle quali, nella sostanza, qualunque cessione al gestore della rete dovrebbe essere gravata dell’Iva, a nulla rilevando l’ubicazione e la potenza dell’installazione.

Le controllate comunali e l’Iva

Le controllate comunali e l’Iva

Le operazioni realizzate dai Comuni con le società partecipate devono essere attentamente valutate e, se possibile, pianificate onde non ricadere nella condizione di applicazione della regola antielusiva prevista dall’articolo 13 del D.P.R. 633/72 a mente della quale, al verificarsi di certe condizioni, la base imponibile delle cessioni e delle prestazioni di servizi realizzate tra soggetti correlati è individuata nel relativo valore normale, laddove superiore al corrispettivo concordato dalle parti. Tale disposizione ha recepito una facoltà concessa della direttiva 112/2006 e, dal lato pratico, produce l’effetto di attribuire alle fattispecie ricadenti nel proprio ambito operativo lo stesso identico trattamento riservato dal D.P.R. 633/72 alle operazioni realizzate senza fissazione di un corrispettivo, ossia in forma gratuita.